I VIncitori della XVI edizione

1_DorsaLa novità di quest’anno che consisteva nel premiare l’artista e non l’opera migliore, ha messo a dura prova la giuria che valutando il portfolio di opere ha nominato vincitrice della XVI Edizione di scarpatettiArte Manuela Dorsa, di Brusio (Ch) la quale rivela una notevole sensibilità nell’ambientare l’opera nello spazio.
Il tema della genetica è evocato con delicatezza e risolto con coerenza nel dialogo tra il candore dell’installazione e l’ “antro sassoso” di Scarpatetti. L’installazione è completata da opere pittoriche su diversi supporti (tra cui teli bianchi, quasi fossero sudari).
Al secondo posto abbiamo Nadia Patroni, che con un consapevole l’utilizzo delle armi del Kitsch etnografico valtellinese, sembra voler portare a livello estremo l’ispirazione popolare che domina la rassegna. Un Beyus ironico e irsutamente pseudo-estetico.
Anche il numeroso pubblico ha partecipato in prima persona decretando il vincitore del terzo premio; mediante la votazione l’artista preferito è risultata Giulia Bongiascia.
Inoltre la giuria, ha scelto di dare una menzione speciale al Circolo Fotografico di Sondrio, per il lavoro complessivo e alcuni affondi nella cronaca locale che ne rovesciano la cerimoniosa seriosità.
Premio Brera
A vincere la sezione riguardante il concorso riservato agli studenti di Brera è: Giulia Gentilcore, di Borgo Ticino (No) con la sua installazione “Filtri” che si caratterizza per la capacità mimetica di risemantizzare i materiali, costituiti principalmente da bustine di tè esauste, che rievocano l’aspetto esteriore dei “sanpietrini” che ricoprono la via centrale di Scarpatetti. L’opera disvela il vissuto del quartiere utilizzando materiali apparentemente incongrui, e giustapponendo ad essi dettagli e vedute stampate e applicate su carta impalpabile. Ne risulta un lavoro di grande omogeneità cromatica: il tessuto sul quale poggia è anche il racconto della vita intesa come intreccio e legame sociale. Anche il filo che lega i brandelli di tela rappresenta l’elemento di sutura del poetico tappeto, domestico e intimo, quasi silenzioso, ma fortemente evocativo.

Inoltre la giuria ha voluto dare una menzione speciale ad Adi Haxhiaj con la sua opera dal titolo: “12 maggio 2013 h: 11.46/16.32 Scarpatetti-Sondrio”. La fusione delle immagini colte nel corso della visita al quartiere rimanda alla tradizione pittorica del monocromo, qui risolto in forma di texture. La forte impostazione concettuale condensa in maniera raffinata un flusso di storie e impressioni, complesso ma molto rielaborato e ripresentato con linguaggio autonomo.

Giuria composta da:
Marcello Abbiati: curatore e saggista,
Alex Bombardieri: scultore
Marina Cotelli: assessore alla cultura,
Anna Innocenti: architetto,
Elisabetta Sem: curatrice e storica dell’arte.

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